| Le origini del Football in Italia |
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| Venerdì 02 Maggio 2008 11:53 |
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Le prime società calcistiche furono l’International Football Club di Torino, fondato nel 1891, e, nel 1893, il Genoa Cricket and Athletic Club. Non vi è nessun documento che permette di dare una data precisa ai primi insediamenti del football in Italia. Al 1886 risalgono le prime, vaghe notizie di alcuni matches giocati tra equipaggi della marina britannica a Genova, a Livorno, a Napoli, a Palermo. Si trattava di marinai della flotta mercantile inglese o più spesso di ufficiali della marina militare. Queste partite si giocavano in spazi erbosi e appartati a ridosso dei moli, alla presenza degli equipaggi e di qualche raro, occasionale spettatore italiano. La tradizione ha sopravvalutato gli effetti mimetici che questi incontri avrebbero provocato. La loro presenza raramente promosse la pratica sportiva locale. La memoria storica del primo insediamento del calcio in Italia conduce a Torino. L’aria delle Alpi non era la sola risorsa per i polmoni della città. Il parco del Valentino vedeva nei giorni di festa le famiglie operaie, tutte di recente provenienza rurale, ricercare il sapore degli spazi liberi della campagna e dei giochi all’aria aperta. Torino era allora un grande centro di transito del commercio estero e numerosi erano gli agenti stranieri e italiani delle società commerciali inglesi e svizzere che vi risiedevano. Il primo nome del calcio italiano, secondo la tradizione, fu quello di Edoardo Bosio. Questi era nato a Torino nel 1864 e, conseguito il diploma in ragioneria, aveva cominciato a lavorare in una ditta britannica di prodotti tessili, la Thomas Adams di Nottingham, che gli diede la opportunità di un lungo soggiorno in Inghilterra, durante il quale ebbe l’occasione di frequentare gli ambienti calcistici di oltre Manica. Tornò a Torino nel 1887 con il ricordo seducente dei rettangoli verdi inglesi e con qualche pallone. Il possesso di una sfera di cuoio era allora un fatto eccezionale, ma non una novità in assoluto in Italia. Bosio possedeva una buona attitudine al football e le cognizioni necessarie per organizzarlo. Fu spontanea l’intesa con i colleghi inglesi della filiale torinese della sua ditta e con le sue amicizie giovanili. Nacque così un gruppo sportivo che praticava il canottaggio d’estate e il football d’inverno. Secondo la tradizione, l’iniziativa di Bosio si incrociò con quella di alcuni giovani esponenti dell’aristocrazia di avventura sportiva piemontese che praticavano lo stesso gioco e che facevano capo al principe Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi e al marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia. Ne nacque nel 1891 la prima società calcistica italiana, l’International Football Club. L’aggettivo che caratterizzava la denominazione del club derivava dal fatto che in esso “giocheranno persone di varia nazionalità”. Ogni inizio agonistico postula la creazione di un sistema di competizione. Che stentava a formarsi: era allora difficile trovare avversari. Le prime squadre italiane “erano costrette a battersi contro i pali della porta in mancanza di avversari”, secondo una testimonianza dell’epoca. È perciò probabile che i primi incontri di football in Italia si svolgessero tra diverse squadre dello stesso club o con team di footballer inglesi e svizzeri, sparsi tra Torino, Genova e Milano. L’International Football Club di Torino fu una delle poche società che praticò fin dalle origini la sola specialità del calcio, secondo una singolarità che si ripeté nel 1894 con la nascita del Football Club Torinese. Intanto era sorto nel 1893 il Genoa Cricket and Athletic Club, un insediamento sportivo rigorosamente riservato ai residenti inglesi nella città ligure, che solo qualche anno dopo la sua fondazione cominciò a praticare il football. Si hanno poche notizie sull’attività del club fino al 1897, l’anno in cui giunse a Genova James R. Spensley, medico di una compagnia marittima inglese, appassionato scautista, con qualche esperienza del football dei collegi universitari della sua terra. Fu Spensley che nel 1897 introdusse nel club genovese la pratica del football, aiutato da Edoardo Pasteur, un medico italo-svizzero della famiglia del fondatore della immunologia. Dopo i primi match disputati con i team della marina britannica i footballer genovesi iniziarono i contatti con le società sportive piemontesi, che condussero all’incontro che il 6 gennaio 1898 vide la squadra genovese battersi contro il Football Club Torinese. Il match fu giocato nella pista di Ponte Carrega a Genova e terminò con la vittoria dei piemontesi. Pochi giorni dopo fu disputato a Torino un confronto a tre fra le squadre che si erano incontrate a Genova e la Unione Pro Sport di Alessandria. Non si hanno notizie sicure di questa competizione, ma è probabile che in quella occasione si presero gli accordi per la fondazione della Federazione Italiana del Football.
Fonte: Antonio Papa e Guido Panico, Storia sociale del calcio in Italia, Il Mulino, Bologna 1993 |
| Ultimo aggiornamento ( Martedì 06 Maggio 2008 15:34 ) |



Le origini del Football in Italia vengono fatte risalire alla presenza di cittadini soprattutto inglesi, ma anche svizzeri, residenti per motivi commerciali o diplomatici in alcune città del Nord, come Genova e Torino, e alla loro passione e pratica sportiva.